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giovedì 21 aprile 2016

Veggenti dovrebbero dire sempre la verità.

Veggenti dovrebbero dire sempre la verità.

Il caso Bernadette Soubirous, è o Lucia dos Santos(Fatima) sono l'esempio perfetto per capire quando un veggente o profeta dice o afferma la verità,  evento o parola attendibile.

Perché dico questo, oggi giorno più che mai è necessario da parte del popolo cristiano capire se un veggente o profeta asserisce cose vere e veramente affermate da Dio e da ogni suo componente, nella Trinità. Quindi mediante delle domande si comprende, ma analizzando le loro affermazioni si deve capire quali domande porre.

Per far questo, solo poche cose si devono sapere e tener ben presenti.

Per cui il caso Bernadette Soubirous, Lourdes o Lucia dos Santos(Fatima) sono purezza d'animo e di intenti, senza nessun secondo o terzo fine, quanto esse riportavano erano l'esatte parole che gli venivano trasmesse, ne una parola in più ne una parola in meno e non le mutavano nel tempo, proprio grazie alla loro purezza d'animo e ingenuità, è chiara dimostrazione di intenti non ingannatori.


Precisazione su chi mente!

Un soggetto che mente, è colui che è menzognero, cioè nasconde dietro una bugia qualcosa.
Mentre un soggetto che tace e non mente, non è menzognero. Esempio se io non voglio rivelare come mi chiamo, semplicemente non dico nulla, non è mentire; mentre se voglio fingermi qualcun'altro devo mentire.


Errori da evitare quando si pongono domande a veggenti e/o profeti.

  1. Non bisogna mai porre domande via internet, ne via chat, ne via mail, perché altrimenti il veggente, ha tutto il tempo per riflettere, chiedere e rispondere nel modo migliore possibile, quindi prepararsi.
  2. Non chiedere domande neppure via telefono, questo mezzo impedisce di vedere il veggente o chi sta vicino come suggeritore occulto.
  3. Mai anticipare le domande importanti via internet, mail, blog, TV, cell. 

Cosa chiedere, che domande porre.

  1. Parlare al veggente e/o profeta solo esclusivamente di persona, e se è il caso, incalzando se non si ottiene risposta, questo è necessario specie se il soggetto risulta riluttante a rispondere.
    Ovviamente un veggente che non volesse rispondere, in pratica ammettere indirettamente una qualche colpa, cioè una non vera verità o una volontà di non rispondere.
    i veri veggenti e profeti, non temono di rispondere lo fanno con sincerità, precisione a qualsiasi domanda, anche le più inconsuete a dimostrazione che non temono nessuno.
  2. Le domande che si devono porre a questi soggetti devono essere chiare nella loro composizione e semplici, tanto da essere facilmente comprensibili anche per un bambino, anche se il veggente può essere intelligente e pure corte con una sola domanda precisa, non con più risposte. In questo modo si evitano fraintendimenti, e non si danno ulteriori spiegazioni, che non ci devono essere.
  3. Le domande possono essere di tutti i tipi, ma meglio evitare quelle di curiosità su cose per nulla importanti.
  4. Se il veggente dice la verità la sua risposta deve essere diretta, senza esitazioni, senza indugi, ne deve cercare aiuto tra i presenti.
  5. Il veggente non si deve preoccupare minimamente se qualcuno registra le sue parole, anzi se si preoccupa potrebbe indicare uno stato di tensione, che potrebbe nascondere qualcos'altro.
  6. Il veggente deve risponde a qualsiasi domanda, di qualsiasi tipo, anche non inerente l'argomento, può non sapere cose di fede, come anche altre cose, ma certamente sa quello che viene rivelato.
  7. Bisogna sempre porre il veggente sotto giuramento sacro se si vede che questo, non vuole rispondere, ma sarebbe il caso farlo egualmente. (usando il primo capitolo del Vangelo di S. Giovanni), se un veggente si rifiuta significa che c'è qualcosa che non va.
  8. In casi particolari un eventuale rifiuta di rispondere a semplici domande, con notevole resistenza del veggente, un sacerdote dovrebbe imporre un esorcismo, onde sondare con precisione la natura della manifestazione, nessun sacerdote confessore si dovrebbe opporre se lo facesse indicherebbero che c'è falsità e il confessore ne è al corrente.(ma generalmente ciò non dovrebbe accadere, ma nel mondo di oggi, tutto è possibile).


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Importante

Ho sempre scritto che personalmente divido i testi che Dio da me, da quelli che non sono dati da Dio a me, apponendo al testo il termine Messaggio, per far capire che il testo viene da Dio, mentre dove non vi è scritto"MESSAGGIO" sono io che scrivo e quindi da prendere con le pinze, non farò mai come facevano i profeti di un tempo che mescolavano i loro pensieri ai testi ricevuti da Dio , per cui tutto diveniva di Dio, anche le eresie, poi insegnate anche attualmente dalla chiesa ai successori."Bisogna anche dire che data l'istruzione che ricevetti da Dio fin da bambino, è indubbio che alle volte faccio uso di essa, però posso sempre errare, non sono Dio!