martedì 27 dicembre 2016

CHI PUÒ DIRE IO SONO?




Un amica sul profilo Facebook mi ha postato questo passo della Valtorta, non è mia intenzione discutere su tutto, ma solo alcune righe all'inizio.

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Giovanni di Zebedeo dice di sé che è Fuso tanto a Gesù che diviene la carità che parla
(Giovanni di Zebedeo parla alla Valtorta) 

(…) DICE GIOVANNI:
“SONO IO. ANCHE DI ME NON TEMERE. IO SONO CARITÀ. TANTO L’HO ASSORBITA E TANTO PREDICATA, E TANTO PERCIÒ SONO IN ESSA FUSO, CHE SONO CARITÀ CHE PARLA.

PICCOLA SORELLA, NOI LO POSSIAMO DIRE: ” LE NOSTRE MANI HANNO TOCCATO IL VERBO DI VITA PERCHÉ LA VITA S’È MANIFESTATA E NOI L’ABBIAMO VEDUTA E L’ATTESTIAMO”.
NOI LO POSSIAMO DIRE, NOI CHE RIPETIAMO LE PAROLE CHE IL NOSTRO AMORE GESÙ CRISTO CI DICE NELLA SUA BONTÀ CHE OGNI BONTÀ SUPERA, E CI CONDUCE IN SENTIERI FIORITI DI CUI OGNI FIORE È UNA VERITÀ E UNA BEATITUDINE CELESTE.
NOI LO POSSIAMO DIRE, NOI SATURI COME ALVEARE FECONDO DELLA DOLCEZZA CHE FLUISCE DALLE LABBRA DIVINE, DA QUELLE LABBRA SANTISSIME CHE DOPO AVER SPEZZATO IL PANE DELLA DOTTRINA ALLE TURBE DI GALILEA, DELLA PALESTINA TUTTA, HANNO SAPUTO CONSACRARE IL PANE PER DIVENIRE CARNE DIVINA E SPEZZARE SE STESSO PER NUTRIMENTO DELLO SPIRITO DELL’UOMO.
 QUELLE LABBRA INNOCENTISSIMO CHE TU HAI VISTO SANGUINARE E CONTRARSI E IRRIGIDIRSI NELLA PASSIONE E NELLA MORTE PER NOI.

NOI LO POSSIAMO DIRE: “QUESTO È IL MESSAGGIO CHE NOI ABBIAMO RICEVUTO DA LUI E CHE VI ANNUNZIAMO: DIO È LUCE E IN LUI NON CI SONO TENEBRE”.
LA SUA LUCE È IN NOI PERCHÉ LA SUA PAROLA È LUCE. VIVIAMO NELLA LUCE E NE UDIAMO LA CELESTE ARMONIA.
VIENI, PICCOLA SORELLA. 
TI VOGLIO FARE UDIRE L’ARMONIA DELLE CELESTI SFERE, L’ARMONIA DELLA LUCE, POICHÉ IL PARADISO È LUCE. 
ESSA TRABOCCA E SI SPANDE DAL TRINO SPLENDORE E INVADE DO SÉ TUTTO IL PARADISO. 
NOI VIVIAMO NELLA E DELLA LUCE. ESSA È IL NOSTRO GAUDIO, IL NOSTRO CIBO, LA NOSTRA VOCE.

CANTA IL PARADISO CON PAROLE DI LUCE. È LA LUCE.
LO SFAVILLÌO DELLA LUCE QUELLO CHE FA ACCORDI SOLENNI, POTENTI, SOAVI, IN CUI SONO TRILLI DI BAMBINI, SOSPIRI DI VERGINI, BACI DI AMANTI, OSANNA DI ADULTI, GLORIA DE SERAFINI.
NON SON CANTI COME QUELLI DELLA POVERA TERRA, IN CUI ANCHE LE COSE PIÙ SPIRITUALI DEVONO RIVESTIRSI DI FORME UMANE.
QUI È ARMONIA DI FULGORI CHE RIPRODUCONO SUONO. È UN ARPEGGIO DI NOTE LUMINOSE CHE SALE E SCENDE CON VARIARE DI FULGORI, ED È ETERNO E SEMPRE NUOVO, PERCHÉ NULLA SI APPESANTISCE DI VECCHIEZZA IN QUESTO ETERNO PRESENTE.
ASCOLTA QUESTO INDESCRIVIBILE CONCENTO E STA’ FELICE. UNISCI IL TUO PALPITO D’AMORE.
È L’UNICA COSA CHE PUOI UNIRVI SENZA PROFANARE IL CIELO. SEI ANCORA UMANA, SORELLA, E QUI L’UMANITÀ NON ENTRA.
MA L’AMORE ENTRA. ESSO TI PRECEDE. PRECEDE LO SPIRITO TUO.
CANTA ESSO. OGNI ALTRO CANTO SAREBBE STRIDERE DI INSETTO NEL GRAN CORO CELESTE. 
L’AMORE È GIÀ SOSPIRO ARMONICO NEL DOLCE CANTO.
LA PACE DI GESÙ, NOSTRO AMORE, SIA CON TE. (…)

Valtorta - quaderni - 6 marzo 1944


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Questo testo e tutti i quaderni della Valtorta sono pieni, anzi stra pieni di parole superflue, che non vengono da Dio!!! Chiedetevi solo questo, perché Gesù stesso non ha trasmesso ai suoi apostoli questo modo di parlare? Neppure l'Immacolata che ben avrebbe da dire così, si esprime così!!!


Valtorta - quaderni - 6 marzo 1944


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Rispondo a questo testo....



“SONO IO. ANCHE DI ME NON TEMERE. IO SONO CARITÀ. TANTO L’HO ASSORBITA E TANTO PREDICATA, E TANTO PERCIÒ SONO IN ESSA FUSO, CHE SONO CARITÀ CHE PARLA."


Rispondo come Gesù e l'Immacolata sua Madre mi hanno insegnato quando ero bambino, la loro parola è la stessa parola per entrambi " Nessun uomo mai, dirà io sono, ne in terra ne in cielo, solo il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo" " nessun uomo dirà che egli è, ed è un tutt'uno con Dio innanzi a qualsiasi uomo vivo, ma lo riserverà nel suo cuore, chi afferma ciò, fa peccato" , per cui permettetemi di dire, che non credo molto a questo parlare come se fosse parlare di un essere che viene da Dio, ma che parla per sua volontà diverso da Dio, sono parole ideate ed inventante dalla Valtorta.


Nessun Santo umano farebbe questo discorso, ne in terra, ne in cielo, anche se ora è tutt'uno immerso in Dio, ma gli angeli sono essi troppo umili per dir queste cose. L'uomo dimentica sempre che le creature celesti sono le più umili in assoluto, per loro l'esaltazione di se stesse non esiste, basta pensare al monito che l'arcangelo Michele scagliò contro Lucifero, da cui deriva il suo nome" MI-KA-EL" Chi è come Dio? " questa frase indica una immensa umiltà, e al tempo stesso è un accusa, come dire come tu ti permetti ad ergerti tu Dio? Chi sei tu per proclamarti Dio? oppure dove sta la tua umiltà? questo è il senso. Gli spiriti o angeli e i santi umani che sono presso Dio mai si vanteranno innanzi ad un essere umano, perché Dio sempre presente e ascolta, per cui questo parlare che la Valtorta che attribuisce a Giovanni Zebedeo, non appartiene al profeta-santo, ma alla stessa Valtorta. Giovanni non avrebbe mai detto di se, "IO SONO CARITÀ " perché solo Dio può dire così. Nessun essere vivente, ne vivo in cielo o in terra o sotto terra, può dire di sé, IO SONO, associato ad alcun termine o indipendente.

Per cui la frase sopra scritta, non appartiene al santo, ma alle mente fervida della Valtorta.
Altra frase che non è nella bocca degli esseri divenuti spiriti, "TANTO L’HO ASSORBITA E TANTO PREDICATA, E TANTO PERCIÒ SONO IN ESSA FUSO, CHE SONO CARITÀ CHE PARLA." questa frase non è di uno spirito in Dio. Nessuno uomo spiritualizzato direbbe nulla del genere. "CARITÀ CHE PARLA", lo può dire solo Dio, Gesù, lo Spirito Suo e la Madre sua, che per altro non lo dice per immensa umiltà, se non lo dice l'Immacolata titola a dirlo, non lo dice nessun altro!

"IO SONO " e' un espressione tipica solo di DIO, e solo Egli può dirla, noi esseri umani la diciamo, più che altro, per ignoranza e mancanza si conoscenza, alle volte per arroganza, ma nessuno essere vivo, che non è vivente, come ho sempre detto il vivente è solo Dio, può affermare IO SONO, nessuno di noi si è autodeterminato, solo un essere autodeterminato in origine da solo può dir di se IO SONO , è il verbo della creazione iniziale di tutte le cose, per cui un uomo non può asserire di se IO SONO, legato a qualsivoglia termine, l'IO è solo DIO, possiamo semmai dire sono un X, ma non IO. Quando l'uomo si crede un dio, pronuncia IO, ed anche per errori lessicali, si pronuncia IO, ma un essere spirituale, non fa errori, perché è immerso nel sapere di DIO. Nel termine IO, è celata la natura di Dio, per questo è considerata presunzione dirsi di essere "IO....." IO indica sempre il primo e l'assoluto, il principio.

Dio dice di se,
IO SONO COLUI CHE SONO
IO SONO COLUI CHE E'
IO SONO COLUI CHE SARÒ
IO SONO COLUI CHE ERO'

I TEMPI esprimono il senso temporale .
Parla così per fa capire a noi che Egli era e sarà sempre vivente in eterno, perché il suo tempo è immutabile, ma innestato nel nostro tempo.

L'IO è sempre presente, perché esprime la sua essenza.
SONO cioè ora in questo momento che parlo.
COLUI SONO me stesso.
CHE E', ERO, SARÒ' i tempi, nel tempo.
ERA nel passato, E' nel presente di ogni istante, e SARÒ nel futuro.

E' terza persona tempo presente.
ERA terza persona tempo passato
SARÒ' terza persona tempo futuro.

Sempre terza persona

Mentre nella prima espressione è, IO SONO COLUI CHE SONO prima persona.

Quindi abbiamo PRIMA E TERZA PERSONA.
Sempre numeri dispari o primi. 1-3

.....qui mi fermo.....