venerdì 24 ottobre 2014

BROSIO CONTRO IL VESCOVO ANAGNI



link:Vescovo Anagni: Vietato partecipare a preghiere legate ai “fenomeni di Medjugorje”

giovedì, 23, ottobre, 2014

rosario

23 ottobre – Vietato partecipare a incontri di preghiera legati ai “fenomeni di Medjugorje”. La “proibizione” per “il clero e i fedeli” a “incontri, conferenze o celebrazioni pubbliche nelle quali verrebbe data per scontata l’attendibilità di tali fenomeni” è il vescovo di Anagni-Alatri, monsignor Lorenzo Loppa, che in una circolare inviata ai Vicari foranei e ai parroci della sua Diocesi – a quanto apprende l’Adnkronos – chiede, in particolare, di “non partecipare” e “se fosse possibile annullare” un “incontro di preghiera”, in programma a Fiuggi l’8 novembre, “con la signora Vicka Ivankovic”, veggente “legata con i fenomeni di Medjugorje”.
Nella missiva, il vescovo ricorda, a proposito dell’incontro di cui “mi è giunta notizia”, che “in conformità con le ‘Norme per procedere nel discernimento di presunte apparizioni e rivelazioni’, la Congregazione per la Dottrina della Fede sta continuando l’esame degli aspetti dottrinali e disciplinari dei fatti di Medjugorje. Fino ad ogni ulteriore disposizione da parte della Santa Sede, ci si deve attenere – ammonisce monsignor Loppa – a ciò che è già stato stabilito dai vescovi della ex Jugoslavia nella dichiarazione di Zara del 10 aprile 1991″, che stabilisce: “Sulla base delle ricerche finora compiute, non è possibile affermare che si tratti di apparizioni o di rivelazioni soprannaturali“.
Per questo – prosegue il vescovo – “non è consentito al clero e ai fedeli di di nessuna Diocesi partecipare a incontri, conferenze o celebrazioni pubbliche” “per evitare confusione e scandalo”. Monsignor Loppa precisa poi che “i gruppi che organizzano questo eventi agiscono in modo totalmente autonomo, senza informare l’Ordinario”. E conclude, ricordando ai parroci “l’obbligo di rendere pubblica la proibizione di partecipare a tali riunioni e la dissociazione da simili iniziative, che destano sconcerto nei fedeli e non manifestano la comunione con il Vescovo”.
BROSIO AL CONTRATTACCO – “Un vescovo non può vietare di pregare, di qualsiasi preghiera si tratti. Le porte della Chiesa devono essere sempre aperte a tutti quelli che voglio pregare”.
Mostra quasi incredulità il giornalista Paolo Brosio, da tempo devoto e convinto assertore delle apparizioni della Madonna di Medjugorje, di fronte alla lettera del vescovo di Anagni-Alatri. E, parlando all’Adnkronos, Brosio auspica che “lo Spirito Santo apra il cuore di questo vescovo” che – a suo giudizio – “non può imporre restrizioni alla libertà di preghiera”. Ricorda diverse occasioni “in cui 5-10mila persone si sono riunite in preghiera. E in questi casi – dice il giornalista – poco importa se le apparizioni di Medjugorje sono state riconosciute o meno, il frutto è la preghiera. Con tutto il rispetto per l’autonomia di pensiero di questo vescovo – conclude – non lo giudico ma chiedo a mia volta di pregare per lui. Io da domani lo farò, dedicando nel mio rosario quotidiano una preghiera”.

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A Brosio, certamente lei ha ragione nel dire che la preghiera non deve essere vietata, perchè è espressione della fede di un popolo. Ma penso che il vescovo Anagni-Alatri non intenda vietare la preghiera, però sono d'accordo con esso, nel dire che è meglio evitare certe manifestazioni di idolatria della persona, visto che in tali mifestazioni si fa proprio questo! Sono d'accordo anche sul fatto che la chiesa debba regolamentare la dove rietiene opportuno, il suo interevento, visto che ciò è materia regolamentata da essa, che sia giusto o meno è un altro discorso.
Come ha detto bene Brosio  "– poco importa se le apparizioni di Medjugorje sono state riconosciute o meno" se poco importa allora non ha nessuna importanza che ci sia la presenza di un veggente chiunque sia....quindi per ritrovarsi nella preghiera è prefetto ma non ha senso alcuno, che il veggente faccia i suoi strali, visto che poco importa! e visto che un sacedote può fare esattamente le stesse cosee forse meglio ... 
Credo che i veggenti debbano rimanere nella loro diocesi, se il loro vescovo da a loro possibilità di parlare. Inoltre ritengo che un vescovo debba essere libero, di scegliere quello che rietiene più giusto, per la tutela dei fedeli, poi ovviamente se fa qualcosa che non va, risponderà egli stesso al Padre eterno, ma penso che la soluzione scelta dal vescovo Anagni sia la migliore.